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Tutto quello che avreste voluto sapere sul tirocinio ma non avete mai osato chiedere
Tutto quello che avreste voluto sapere sul tirocinio ma non avete mai osato chiedere...
Secondo il Nuovo Ordinamento il tirocinio è un periodo obbligatorio da trascorrere presso i vari reparti per permetterci di approfondire meglio le materie studiate e, soprattutto, di farci vedere come funziona un reparto visto che è quello che molti di noi faranno in futuro e per un discreto tempo della loro vita.
Semplice, puoi trovare le istruzioni qui. Non occorre neanche fare lunghissime file in segreteria!
Ho paura, non è che i dottori mi interroghino? E se faccio brutta figura?
Tranquilli, i reparti non sono abitati da medici a tre teste che fanno agli studenti più domande di Gerry Scotti e Amadeus messi insieme. I cattivi soggetti non mancano, ma nel 95% dei casi i medici si limitano a spiegare e al massimo a fare domande per capire se avete già fatto a lezione quello che vi stanno dicendo; in parole povere quando fanno domande è per capire se stanno parlando di massimi sistemi mentre molti si annoiano oppure se stanno dicendo cose che ci possono interessare.
Come se non bastasse spesso il problema non sussiste perché in molti reparti gli studenti sono seguiti non direttamente dai medici ma dagli specializzandi, che sono ragazzi come noi (solo 4-5 anni più grandi) con una preparazione più che sufficiente per farci imparare qualcosa ma spesso molto più cordiali di certi medici
Spesso se non vi piace è perché il vostro medico vi sta considerando come un peso senza utilità. Questo accade soprattutto in un certo reparto (vedi sotto), ma può succedere anche da altre parti: in questo caso non preoccupatevi perché il vostro medico non vedrà l’ora di dirvi che potete anche non venire e che in cambio di questo favore vi firmerà il libretto ugualmente.
Se il reparto non vi piaceva e non intendete fare quella specializzazione, lo scambio è una benedizione. Altrimenti vi conviene trovare un altro medico, più tardi e in modo autonomo.
E’ una delle domande che si fanno in molti, anche ai piani alti: non è del resto un caso se il Preside di Corso di Laurea parla di “masturbazioni mentali” (sic) riferendosi a questo e ad altri problemi che rendono i primi 3 anni di medicina molto didattici e poco utili per la professione.
Comunque 5 giorni sono meglio di niente, qualcosa si può imparare. Soprattutto se il vostro medico/specializzando è disponibile oppure se fate voi le domande sulle cose che non capite o che vi incuriosiscono.
Inoltre avete comunque l’opportunità di vedere come funziona un reparto per la prima volta, invece che stare seduti in aule scomodissime ad ascoltare lezioni soporifere; infine, se il reparto vi è piaciuto, potete provare a sentire dal vostro medico se è disposto a tenervi lì per un altro periodo: molti medici accettano e in questo modo potete continuare a frequentare il reparto.
Soldi no ;-)
Però può essere utile ugualmente. Per fare un esempio, continuare a frequentare il reparto di Medicina Interna per qualche settimana aiuta senz’altro a preparare l’esame di Semeiotica e Metodologia Clinica dal momento che vedere e visitare nuovi pazienti con svariate malattie e seguire l’iter diagnostico (esami di laboratorio e strumentali) fa capire molte cose senza bisogno di aprire il libro tutti i giorni. In parole povere è possibile imparare vedendo e non studiando ore e ore un odiatissimo libro.
Inoltre, e qui viene il bello, se avete intenzione di fare una specializzazione pertinente con il reparto che frequentate e se avete una discreta quantità di tempo a disposizione potete chiedere l’internato presso quel reparto: frequentando cioè quel reparto per un tempo da concordare vi vengono riconosciuti dei punti validi per la Specializzazione in questione – e questo può essere molto utile se avete intenzione di intraprendere una Specializzazione dove ci sono pochi posti e molti studenti che provano a entrare.
Ad esempio?
Facciamo un esempio: uno frequenta per i suoi 5 giorni obbligatori il reparto di Cardiologia, gli piace, chiede e ottiene di potere ritornare. Poi scopre che la materia gli piace proprio e chiede un internato – diciamo – di 2 mesi. Finito l’internato lo studente ha totalizzato un certo punteggio che conta nella graduatoria per entrare nella Scuola di Specializzazione di Cardiologia. Semplice, no?
Siamo andati un po’ troppo in là, più banalmente cosa si impara in ogni reparto?
Scordatevi quello che c’è scritto sul libretto di tirocinio, è pura fantasia. E’ difficile dire sul momento cosa si imparerà, perché dipende da molti fattori tra cui il tipo di pazienti che vi troverete davanti e la disponibilità del vostro medico. L’unica eccezione è i il tirocinio di Medicina di Laboratorio per la sua impostazione e per il fatto che non ci sono pazienti e i medici sono uguali per tutti.
Esatto, parlaci di Medicina di Laboratori e degli altri del III anno!
Più che un tirocinio vero e proprio va considerato come un giro guidato dei laboratori del Sant’Orsola. Si parte con una prima giornata dedicata al Laboratorio di Microbiologia dove potrete vedere tutte le tecniche che vi hanno insegnato a lezione di Microbiologia il I semestre e inoltre vi sarà fatta eseguire la colorazione di Gram su un vetrino con successiva identificazione dei batteri.
Si prosegue il secondo giorno con la visita al Centro Trasfusionale dove spiegano il funzionamento del meccanismo delle donazioni di sangue (metodiche, trattamento dei prodotti, aspetti legislativi) e dove per fortuna lasciano solitamente mezza mattinata libera.
Dulcis in fundo, il terzo giorno si ha la visita al Laboratorio Centralizzato, che è il posto dove arrivano i campioni di sangue e urine da TUTTI i reparti dell’Ospedale: probabilmente è la giornata peggiore per molte persone, che infatti iniziano a fare il conto alla rovescia già da metà mattina.
Tirocinio carino, leggero perché dura solo 3 giornate: l’ideale sarebbe farlo subito, prima di frequentare i reparti, ma può essere fatto in ogni momento.
Ematologia –
Prendete un incubo, trasformatelo in realtà e scoprirete che si chiama Tirocinio di Ematologia.
Venite accolti dal primario che inizia l’appello 5 minuti prima e se qualcuno non risponde aspetta il suo arrivo interrogandolo sui motivi del presunto ritardo: dopo questo piacevole interludio ci si divide in gruppi e c’è chi va in Ambulatorio e chi va in Reparto. A onor del vero l’ambulatorio è l’unica attività che si salva di questo tirocinio.
Il reparto no.
Caposala che vi buttano il camice nel cestino, medici che fanno politica al letto del paziente, poche attenzioni da parte del personale in generale sono all’ordine del giorno e, unitamente alle ferree regole igieniche (la maggior parte dei pazienti sono leucemici e quindi immunodepressi), danno un’idea di disperazione totale.
Infine, al termine della prima giornata, vi viene fatto presente che la vostra presenza non è utile e che quindi è meglio se vi presentate direttamente l’ultimo giorno per ritirare i vostri libretti già firmati. A questo punto molti si chiedono se era proprio necessario stampare i libretti o se invece era meglio lasciare molti alberini vivi e più felici.
Le uniche cose buone del reparto sono la disponibilità degli specializzandi e il poter vedere la forza e la determinazione con cui certi pazienti affrontano quotidianamente una malattia terribile come la leucemia, a volte giungendo a sconfiggerla.
Semeiotica (Medicina Interna Bolondi) –
Il top. Il miglior tirocinio nel migliore reparto di Medicina Interna.
Capita raramente di vedere un primario in visita, ancora più raramente capita che sia il primario a spiegare direttamente le cose al letto del malato.
Inoltre, anche se il primario non passa esistono sempre degli specializzandi preparatissimi e gentili che sicuramente non vi faranno sentire a disagio.
Unico neo: ogni specializzando si tira dietro fino a 8 studenti e seguire può diventare difficile.
Semeiotica (Medicina Interna Zoli) –
Un altro reparto di Medicina Interna dove a seguire gli studenti sono direttamente gli specializzandi, qua però il primario e gli altri medici si vedono un po’ meno, ma non si può avere tutto dalla vita! E’ comunque un buon reparto dove si riesce a imparare qualcosa anche in soli 5 giorni
Semeiotica (Medicina Interna Gullo) –
Unico reparto di Medicina Interna, almeno di quelli dove è possibile seguire tirocinio di Semeiotica, dove non sono gli specializzandi a seguire gli studenti, che quindi sono a diretto contatto con i medici: a ognuno di voi spetta giudicare se è una cosa positiva o negativa visto che i pareri sono discordi.
In ogni modo il risultato è che la qualità del tirocinio dipende moltissimo dal medico col quale si capita e il bello è che in questo reparto ci sono sia alcuni tra i medici più preparati e più disponibili dell’intero Ospedale, sia alcuni tra i meno preparati e i più scorbutici.
Questo spiega l’enorme diversità di opinione su questo reparto che, se in alcuni casi si dimostra pari o anche superiore sotto alcuni aspetti nei confronti degli altri due, in altri lascia un po’ più a desiderare. Come ho già detto la fortuna è tutto in questo reparto, e se siete fortunati potete imparare davvero molte cose anche in 5 giorni. Per la cronaca… i medici preparati sono la maggioranza, non allarmatevi!