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BSE: ENCEFALOPATIA SPONGIFORME BOVINA-MUCCA PAZZA Bisogna innanzitutto chiarire che le pecore non hanno mai attaccato direttamente la malattia Scrapie all'uomo. Molte pecore qualche anno fa si ammalarono di una malattia che è il corrispettivo della BSE dell'uomo, chiamato Scrapie. Queste pecore a volte non manifestavano i sintomi della malattia, e venivano così normalmente trattate dalle industrie alimentari. I residui non vendibili come tali delle pecore venivano trattati con solventi organici e poi inglobati come contenuto proteico per cibo dato ai bovini di allevamento, le mucche appunto. A causa di proteste di ecologisti, dal trattamento con i solventi organici si è passati al trattamento con alte temperature, che non erano sufficienti per inattivare l'agente trasmissibile responsabile della malattia. Il risultato è stato che per anni i bovini dell'Inghilterra si sono ammalati mangiando il cibo che era stato preparato per loro. I sintomi si manifestarono soli in alcuni bovini, e solo molti anni dopo, a causa della latenza di questa particolare melattia. Quando i giovani inglesi mangiavano hamburger "alla mucca pazza", si ammalavano, con una conseguenza sicuramente letale in pochissimo tempo dal manifestarsi dei primi sintomi. Oggi è stato vietato l'uso di farine animali. Ma qual è la eziologia?Domanda lecita ma di difficile risposta, visto che la malattia è difficilmente studiabile a causa della resistenza agli anticorpi dell'agente, e a causa della lentezza nel manifestarsi del decorso clinico. Comunque studiando sui roditori (i quali presentano una insorgenza precoce dei sintomi rispetto ai primati), si è potuto individuare l'agente in una proteina chiamata PRIONE. Ha modalità di trasmissione sia ereditarie che infettive, ne esistono diverse forme. La via di trasmissione infettiva resta un mistero perchè in alcuni casi non è stato trovato acido nucleico e quindi non si capisce come la proteina possa autoreplicarsi nell'ospite. Ultimamente sono state proposte ipotesi, di cui la più accreditata afferma una induzione di cambiamento della forma tridimensionale che una proteina maligna potrebbe avere su una benigna.

BSE: ENCEFALOPATIA SPONGIFORME BOVINA-MUCCA PAZZA

Bisogna innanzitutto chiarire che le pecore non hanno mai attaccato direttamente la malattia Scrapie all'uomo.

Molte pecore qualche anno fa si ammalarono di una malattia che è il corrispettivo della BSE dell'uomo, chiamato Scrapie. Queste pecore a volte non manifestavano i sintomi della malattia, e venivano così normalmente trattate dalle industrie alimentari. I residui non vendibili come tali delle pecore venivano trattati con solventi organici e poi inglobati come contenuto proteico per cibo dato ai bovini di allevamento, le mucche appunto. A causa di proteste di ecologisti, dal trattamento con i solventi organici si è passati al trattamento con alte temperature, che non erano sufficienti per inattivare l'agente trasmissibile responsabile della malattia. Il risultato è stato che per anni i bovini dell'Inghilterra si sono ammalati mangiando il cibo che era stato preparato per loro. I sintomi si manifestarono soli in alcuni bovini, e solo molti anni dopo, a causa della latenza di questa particolare melattia.

Quando i giovani inglesi mangiavano hamburger "alla mucca pazza", si ammalavano, con una conseguenza sicuramente letale in pochissimo tempo dal manifestarsi dei primi sintomi.

Oggi è stato vietato l'uso di farine animali.

Ma qual è la eziologia?Domanda lecita ma di difficile risposta, visto che la malattia è difficilmente studiabile a causa della resistenza agli anticorpi dell'agente, e a causa della lentezza nel manifestarsi del decorso clinico. Comunque studiando sui roditori (i quali presentano una insorgenza precoce dei sintomi rispetto ai primati), si è potuto individuare l'agente in una proteina chiamata PRIONE. Ha modalità di trasmissione sia ereditarie che infettive, ne esistono diverse forme. La via di trasmissione infettiva resta un mistero perchè in alcuni casi non è stato trovato acido nucleico e quindi non si capisce come la proteina possa autoreplicarsi nell'ospite. Ultimamente sono state proposte ipotesi, di cui la più accreditata afferma una induzione di cambiamento della forma tridimensionale che una proteina maligna potrebbe avere su una benigna.